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NELL’ARTICOLO: cos’è una “trivella”, vantaggi e svantaggi.

Già da qualche anno, il nostro mare ci invia evidenti segnali di allarme. Si tratta di un processo a catena scaturito da un’attività antropica intensa concentrata sullo sfruttamento eccessivo delle risorse che il mare offre, senza porsi alcun limite.

La decimazione delle specie di pesci con la moltiplicazione delle meduse, l’inquinamento marino che ogni anno durante la stagione balneare mostra ripercussioni sulla salute dei bagnanti, e lo spiaggiamento di esemplari marini, mostrano le continue pressioni che l’uomo esegue sull’ambiente. Le attività marittime sono state vantaggiose dal punto di vista economico, basti pensare all’attività di pesca, all’energia offshore, ai trasporti e al turismo, ma d’altro canto mostrano altrettanti svantaggi, evidenziando uno sfruttamento oltre i limiti sostenibili che hanno portato all’alterazione di equilibri ecologici. Con il referendum ci stanno ponendo un quesito: “aumentare le attività economiche marittime”, non considerando il fatto che di economia già ne svolgiamo, avendo già forti impatti cumulativi sul mare e sugli ecosistemi marini che potrebbero essere ulteriormente danneggiati, ma questa volta in modo irreversibile.

PRIMO PASSO: INFORMIAMOCI

Il primo passo da svolgere è quello dell’informazione, che molte volte ci ha “salvati” permettendoci di avere una maggiore consapevolezza sui rischi.

COS’E’ UNA TRIVELLA?

Bisogna precisare che il termine “trivella” lo si sta utilizzando in modo improprio, inteso come strumento utilizzato per scavi di pochi metri, in tal caso si parla invece di “impianto di perforazione”. L’impianto è caratterizzato da una torre a traliccio costituita da una serie di aste in acciaio con le estremità filettate. La torre esercita una forza di rotazione e pressione sulle aste determinando la perforazione di qualsiasi roccia, anche la più tenace. Le aste hanno anche la funzione di iniettare all’interno del foro creatosi una sostanza fangosa che impedisce il crollo delle pareti, il raffreddamento della strumentazione e la risalita dei detriti. La seconda fase prevede l’introduzione di canali per l’estrazione di idrocarburi.

Il pozzo petrolifero può dirsi completato!

QUALI E QUANTI GLI SVANTAGGI E VANTAGGI?

Consapevoli ora della strumentazione che si andrà ad utilizzare, vorrei porre i riflettori su quali sarebbero i vantaggi e gli svantaggi che un’industria di questo tipo porterebbe.

Tra i vantaggi è da considerare quello economico, dato che si tratta della fonte di energia più economica, ed inoltre ci permetterebbe l’indipendenza sui fabbisogni energetici senza importarli.

Tra gli svantaggi non possiamo non menzionare il grande impatto ambientale che la loro estrazione comporta, e che se si verificassero degli incidenti provocherebbero danni irreversibili.

STIAMO TIRANDO TROPPO LA CORDA?

Non è un segreto che gli impianti di estrazione di idrocarburi inquinino, le analisi delle acque parlano chiaro mostrando contaminazioni nei pressi delle piattaforme, e questa problematica si aggiunge a quelle già precedentemente menzionate. Ma chiedetevi cosa accadrebbe se avvenisse un incidente, il petrolio fuoriuscirebbe dai serbatoi. E’ importante non dimenticare disastri ambientali già avvenuti, ricordiamoci della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, con lo sversamento di petrolio nel Golfo del Messico per un incidente riguardante il Pozzo Macondo che si trova ad oltre 1.500 m di profondità, un esempio tra i tanti. Se questo avvenisse cosa ne sarebbe del nostro mare e dell’economia che già svolgiamo?

In questi ultimi giorni si è toccato anche il tasto della possibile perdita di posti di lavoro con la chiusura di questi impianti, ma un mare inquinato che vede attive già altre economie (pesca, turismo..) verrebbe ulteriormente sacrificato da un’industria altrettanto invasiva che sarebbe incompatibile con quelle preesistenti, determinando in ogni modo una perdita di posti lavorativi. La scelta davanti a cui ci si pone effettivamente è quale tra le economie marittime sacrificare: pesca e turismo o estrazione di idrocarburi?

Si potrebbe ancora parlare di incremento? Perché non investire in energie rinnovabili, evolvendoci e mettendoci al pari con altri Stati? Rischiamo tutto o salvaguardiamo l’ambiente? Votiamo si o no?

Il referendum ci chiama a decidere sul rinnovo delle concessioni già in atto! La nostra opinione sarà fondamentale per rinnovare o no tali concessioni, e bloccare e sbloccare le “Trivelle”..

Noi de Il Giunco il 17 aprile voteremo SI (eliminando la possibilità di proroga) voi?

 

Articolo di: Maria  Rosa Borraccino

Sitografia:
https://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_ambientale_della_piattaforma_petrolifera_Deepwater_Horizon
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/10/trivelle-in-adriatico-raffica-di-permessi-per-ricerca-idrocarburi-anche-con-air-gun/1855628/ 
http://italiaxlascienza.it/main/2016/03/come-funziona-una-trivella/
http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/blog/le-trivelle-la-croazia-e-noi/blog/51975/
http://oggiscienza.it/2016/03/16/trivelle-referendum-scienza/
http://www.reporternuovo.it/2014/04/10/fracking-e-shale-gas-le-nuove-frontiere-dellenergia/
http://www.icsanmartinoinpensilis.gov.it/LearningObjects/energie%20non%20rinnovabili/pro_e_contro_i_combustibili_fossili.html
http://www.huffingtonpost.it/2016/03/02/petrolio-trivelle_n_9367908.html